7-13 Luglio 2010

 

E' tempo di campo estivo: dal 9 all'11 Luglio abbiamo organizzato il XXVIII Campo Estivo del Gruppo. Prendo di ferie il Giovedì, Venerdì, Lunedì e Martedì a cavallo del weekend. Una sera su sei sarà bello per poter osservare!!

 

7 Luglio

E così Mercoledì pomeriggio salgo alla Balma, dove in mattinata mi hanno precdeduto Lucio ed Enrico. Giacomo ci raggiunge per cena. Parto da Torino con un caldo terrificante e il tempo variabile, ma quando arrivo a Prato Nevoso per imboccare la strada del rifugio, mi infilo in un nebbione come pochi. Non si vede a 20 metri di distanza. Ceniamo e aspettiamo mezzanotte, ma il tempo rimane chiuso. Decidiamo di andare a dormire.

 

8 Luglio

Giovedì la giornata è identica al giorno prima. Nel frattempo arrivano altri amici alla Balma e al Merlo. Alle 18.12 c’è il passaggio della ISS sul sole, ma non riusciamo a vederla, il Sole è sempre dietro alle nuvole.

Andata, la ISS è appena passata sul Sole dietro le nebbie (foto di Lucio Tellini)

A cena siamo sempre nella nebbia, poi all’improvviso, al tramonto il cielo si apre. Un bel venticello tiepido asciuga l’aria e lascia un cielo limpidissimo e buio per tutta la notte.

A inizio serata vediamo passare (sig!) la ISS, con una magnitudine di almeno -3. Monto il telescopio e qui inziano i miei problemi. Collego tutto, accendo, faccio per inizare l’allineamento, ma i motori sono morti, tutto fermo e muto. Non posso credere a quello che vedo. Provo e riprovo, ma nulla. Sono demoralizzato, ma la prendo, tutto sommato, con filosofia. Stacco tutto, riprovando ogni tanto, ma nulla. Ho paura che sia l’elettronica che si è ossidata dopo tanto inutilizzo, conseguenza dell’allagamento della cantina due anni fa.

Tramonto con le ultime nebbie e Venere

Leonardo mi dice di provare a testare la batteria, ma sono un po’ scocciato e gli rispondo di lasciare perdere, ci penserò l’indomani. Per fortuna posso usare lo stesso il telescopio, senza movimenti. Punto oggetti classici, per la delizia degli occhi di Leonardo, Massimo e qualcun altro che ogni tanto viene a sbirciare all’oculare: M 27, M 57, la Velo, M 13, M 22, M4, NGC 6520, M8, M20, M17, M16. Cerco un paio di Sharpless, suggerite da Saro, ma non le vedo: in effetti sono deboli, sappiamo così che sono solo oggetti fotografici e non visuali.
A metà nottata ripunto la Velo e osservo le nebulosità che sono in mezzo ai due residui più luminosi e conosciuti. Ci sono filamenti e nebulosità sparse nel raggio di un grado. Ci metto circa 40 minuti a disegnarli.


Verso la mattinata, osservo la cometa Tempel, su suggerimento di Lucio. Non male, ben visibile anche un accenno di coda.
Durante la nottata c’è stato anche un bolide, di cui io ho visto solo il lampo che ha illuminato tutto il paesaggio con un flash bianchissimo della durata di pochi istanti.
Intorno alle 4 è passato un Iridium che ha avuto il flare vicino a Giove.
Vado a dormire alle 4.30, un po’ deluso ma non troppo.

 

9 Luglio

Venerdì mattina controllo con Leonardo la mia batteria ed è come lui mi aveva detto: batteria andata. Tiro un sospiro di sollievo, meglio la batteria che l’elettronica del telescopio. Per fortuna Leonardo ne ha una da prestarmi. La provo e i motorini rispondono ai comandi.

Purtroppo questa notte c'è una velatura fastidiosa che va e viene, con il cielo non limpido. Va abbastanza bene per le foto, ma a me non soddisfa, per cui decido di non montare. Sbircio un po' nei telescopi presenti al campo. Tra l'altro sono venuti a trovarci, come tutti gli anni, gli amici del Gruppo Astrofili Bisalta. Uno di loro ha un Dobson da 70 cm (centimetri!!) che, nonostante il cielo, prepara sul piazzale davanti al Rifugio Balma. Guardiamo un po' di oggetti famosi salendo su una scala ad un paio di metri dal suolo!! Peccato che sia velato, che immagini della Velo, di M57 e di M27 avremmo avuto!

 

10 Luglio

Umidità: sembra un ragno gelato, ma è polline imprigionato nella tela

Sabato c'è di nuovo la nebbia, come tutti i giorni precedenti. Nel pomeriggio assisto alle conferenze di Saro e Leonardo. Al tramonto schiarisce, lasciando intravedere un bel cielo ma una forte umidità unita alle nebbie che salgono e scendono ripetutamente fa appannare continuamente lastre e specchi, nonchè gocciolare tutta la strumentazione. Montiamo il telescopio di Chiara e facciamo vedere qualche oggetto a Linda, Enrico e il loro amico Giorgio. Purtroppo le immagini sono rovinate dalla foschia e dalla lastra che lentamente si appanna, tant'è che dobbiamo spannarla con un fon. Verso l'una e mezza si chiude tutto e noi smontiamo con la lastra di nuovo appannata. Chi è rimasto in piedi ha riferito che poco dopo il cielo si è rasserenato completamente, ma l'umidità non è diminuita.

 

11 Luglio

Domenica si chiude ufficialmente il campo. Ma a proseguire la permanenza rimangono con me Leonardo, Lucio, Saro, Enrico e Claudio.

Verso le 18, il cielo si apre e montiamo l'attrezzatura di Saro per osservare Venere e Mercurio. Dopo aver allineato il telescopio sul Sole, puntiamo Venere che vediamo senza difficoltà. Mercurio è più difficle, ma riusciamo a scorgerlo in mezzo al bagliore del cielo (ha mag -0.75 e un diametro di 5", oltre a essere a 15° dal Sole). Per aumentare il contrasto mettiamo un filtro rosso. Dopodichè, Saro decide di puntare alcune stelle. Regolo la vediamo con relativa facilità (mag. 1.3), mentre Denebola (beta Leonis, di mag. 2.1) e delta Leonis (mag. 2.58) si scorgono con più difficoltà.

Osservando le stelle in pieno giorno (foto di Lucio Tellini) e tramonto dalla mia camera

Con l'arrivo della sera, il cielo si sgombra completamente dalle nuvole e noi entraimo in attività. Monto già il telescopio all'imbrunire, così provo ancora una volta i motori (funzionano!) e collimo lo specchio. Quando è buio inizio ad osservare nelle vicinanze di Arturo. Sono tutte galassie deboli, dalla 13a magnitudine in giù, di poco interesse. Poco lontano, nella Corona Boreale, c'è l'ammasso di galassie Abell 2065. So che è un ammasso composto da galassie con una luminosità non superiore alla mag. 15.5. Lo punto e, dopo un po' di fatica, con una cartina alla mano, vedo delle deboli nebulosità in corrispondenza di una stella. Sembrano tre galassie molto vicine tra loro. In effetti sembra che visualmente, con telescopi del diametro intorno ai 40 cm, non si riescano a vedere più di tre galassie. E' un'osservazione da ripetere e confermare.

Dopo questo exploit, mi sposto nel Sagittario, la Corona si sta abbassando troppo. Punto un globulare che mi sono perso negli anni con il 40, NGC 6553. E' parzialmente risolto al centro, con una forma leggermente allungata. Punto poi IC 4673, una planetaria ancora più a Sud, piccola e di forma allungata, ben visibile con il filtro OIII. Inquadro in seguito NGC 6540, un bell'ammasso aperto, piccolo e poco luminoso, ma di soddisfazione. E' di forma allungata con aspetto nebulare. L'osservazione della planetaria NGC 6620 va confermata. Ultimo oggetto in Sagittario è NGC 6559, una nebulosa Sharpless. E' molto estesa e con il filtro UHC a circa 100x si vedono varie zone distinte. A questo punto la costellazione è già bassa e non è possibile continuare le osservazioni.

Punto quindi NGC 6791, nella Lira, un altro bell'ammasso aperto di mag. 9.5, ma con un diametro di 15'. Si vede come una nebulosità diffusa. Di sfuggita si riescono ad intravedere alcune deboli stelline.

A questo punto un temporale che tenevamo d'occhio da circa un'ora, si avvicina un po' troppo, si alza un forte vento e una nuvola di nebbia ci copre in pochi istanti, bagnandoci di umidità. Smontiamo in fretta e furia, ma per fortuna il temporale ci risparmia. In effetti questa notte i fulmini ci hanno tenuto compagnia tutta la notte illuminando il cielo.

 

12 Luglio

Lunedì è un'altra giornata nebbiosa, e cosa si fa per passare il tempo? Ovvio, un giro in caterpillar!!

Leonardo sul Caterpillar

Nel tardo pomeriggio la nebbia si dissolve ma in quota c'è velatura. Per fortuna verso sera piano piano si scioglie, e verso mezzanotte il cielo è completamente sgombro. E' leggermente più umido delle altre sere, ma non dà fastidio. In ogni caso la temperatura è confortevole, si riesce a stare anche senza giacca a vento. Osservo deboli galassie nella zona compresa tra la Testa del Serpente, la Corona Boreale ed Ercole. Nel frattempo arrivano altre velature che coprono e scoprono il cielo, fino verso le due, quando si copre tutto. Smontiamo, comunque soddisfatti viste le premesse. Quando saliamo in camera, guardando per l'ultima volta il cielo, vediamo che si è nuovamente liberato. Sono ormai le tre e va bene così.

 

13 Luglio

Si torna a casa. Le nebbie vanno e vengono. Con calma preparo i bagagli, pranzo e verso le 15 salgo in macchina, salutando Lucio, Enrico, Saro e Leonardo con un po' di invidia. Loro si fermano ancora un paio di notti.

Che dire di questa settimana passata in montagna? Ho osservato tre notti su sei, il bottino non è esaltante, ma qualche osservazione interessante l'ho fatta. I miei amici di avventura hanno praticamente sfruttato tutte le sere, tranne Mercoledì notte. Visto il tempo, completamente inaffidabile, non posso dire che sia andata male. Certo che se la batteria non mi avesse abbandonato e avessi dato retta a Leonardo, le cose sarebbero andate meglio, ma così è stato.

Ora, prima di Settembre, devo fare alcune piccole cose per migliorare la qualità delle osservazioni: primo, prendere coraggio e pulire lo specchio che è sporco; secondo, collimarlo bene; terzo, sostituire i cavi di alimentazione con altri a sezione maggiore. Un'altra cosa: ho bisogno di una lente di ingrandimento. Con il buio non riesco più a leggere le cartine.

 

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