Luglio 2011

1-2-3 Luglio

Come è andato il Campo Estivo e l'uscita della Luna Nuova di Luglio? Un disastro sotto tutti i punti di vista. Il primo è perchè non ho potuto partecipare a causa di un principio di polmonite, il secondo è perchè il tempo ci ha messo lo zampino e chi ha partecipato non ha potuto osservare. Solo qualche ora chi è andato su il Giovedì sera. Il terzo motivo è stata la bassissima partecipazione; per una serie sfortunata di coincidenze, molti soci non hanno potuto venire su. Il prossimo anno bisognerà cambiare periodo per vedere se ci sono più possibilità di bel tempo. In questi ultimi anni il periodo Giugno - Luglio è stato disastroso!

Cliccate qui per leggere il racconto di chi ha partecipato.

 

29-30-31 Luglio

Venerdì 29 Luglio saliamo alla Balma e c’è il Sole! Questa sì che è una novità in questi ultimi tempi.
Dopo cena montiamo i nostri strumenti e, mentre Chiara comincia ad osservare, io con il mio comincio ad avere una serie di problemi con gli encoder che mi tengono occupato per almeno un’ora. In pratica il telescopio mi dà errore con l’encoder di Azimut e non riesco ad allinearlo per l’osservazione. Dopo vari tentativi ed errori nel puntamento, all’ennesimo allineamento, sembra funzionare.
In questo periodo c’è una cometa, la C/2011 P1 o Garradd, che sta passando in Pegaso, proprio nei paraggi di M15. La cerco pensando di faticare a trovarla, ed invece eccola lì, luminosa ed estesa, quasi a riempire il campo del 10 mm. Noto subito la presenza di una coda, larga e corta in direzione Sud. La chioma è molto sfumata, di forma circolare, con il falso nucleo ben in evidenza. Sarà interessante osservarla quando sarà a pochi primi da M15 e a fine Agosto quando passerà vicinissima all’ammasso globulare M71, nella Sagitta.
Rimango in Pegaso e vado alla ricerca di galassie anonime e piccole, di scarso interesse. Solo il gruppetto di NGC 7436 è interessante: l’Uranometria segna tre galassie, all’oculare ne vedo tre. Quando confronto l’osservazione con le foto dell’NGC/IC Project, vedo però che le galassie sono di più e una che ho visto, non ha catalogazione. Sul Megastar, invece, tutte e tre hanno numero NGC. Prendo come riferimento il Megastar. Da ricordare anche l’osservazione di NGC 7357, vicinissima a Epsilon Pegasi (Enif), la cui osservazione è disturbata dalla luce della stella.
Poco dopo le 3 del mattino, Giove si è alzato abbastanza per provare a puntarlo con il 40. Uno spettacolo! Il seeing è da paura e i dettagli sul pianeta non si contano. Siamo a 225 x e la banda equatoriale S è ben evidente, con dettagli nitidi di colore rosso mattone: vortici e festoni ne caratterizzano il bordo Sud. Verso il polo si notano strisce sottilissime al cui interno si distinguono piccolissimi ovali scuri, il tutto sovrapposto ad uno sfondo grigiastro. La banda equatoriale N non è ben definita, molto spessa, con un colore che tende al verde. Verso il polo N si distinguono altre strisce, la più equatoriale ed evidente, sembra dividersi ad un certo punto. I quattro satelliti sono tutti visibili, con Io molto vicino al bordo del pianeta. Non abbiamo osservato la Macchia Rossa, anche se sul programma Starry Night la dava presente nell’ora in cui abbiamo osservato Giove. I casi sono due: o sono sbagliate le previsioni di rotazione di Giove del programma o è sparita la Macchia Rossa. Siamo stati ad ammirare il gigante gassoso per più di mezz’ora, se ci fosse stata l’avremmo ben vista, o no?!
Dopo esserci rifatti gli occhi con Giove puntiamo Urano. Tutta un’altra cosa! Ma il diametro del disco era percepibile, così come il suo colore verde pallido. A questo punto non possiamo non puntare Nettuno, per completare il trio dei pianeti gassosi visibili questa notte, e per celebrare il 165° anno dalla scoperta del pianeta. Infatti, proprio in questi giorni si trova pressappoco nella stessa posizione dove fu avvistato per la prima volta il 23 Settembre 1866 dall’astronomo tedesco Johann Galle, che si era basato sui calcoli di Le Verrier. In pratica celebriamo il “capodanno” nettuniano, visto che da allora ha compiuto un’orbita completa intorno al Sole. Il suo disco è ancora più piccolo, ma ancora percepibile, di colore blu scuro.
A conclusione della serata, sono ormai quasi le 4, puntiamo la sempre bella galassia di taglio NGC 891, in Andromeda e il doppio ammasso aperto h e chi Persei. Sia questi ultimi, sia la Galassia di Andromeda erano ben visibili anche a occhio nudo.
La notte è stata caratterizzata da un cielo un po’ lattiginoso che è migliorato con il procedere delle ore e da un continuo passaggio di velature che a tratti coprivano tutto, per poi sciogliersi dopo 5-10 minuti lasciando il cielo terso. La temperatura non era particolarmente fredda e l’umidità praticamente assente. Da segnalare il passaggio veloce di un ungulato a pochi metri da noi. Ho potuto vederne la sagoma per pochi istanti prima che sparisse giù dal pendio del piazzale dove abitualmente montiamo i telescopi.

Sabato grandi nuvoloni neri gironzolano intorno alla Balma, finchè, verso le 16.30, si scatena un temporale con i fiocchi, anzi con fulmini che cadono sulle pendici del Mondolè e tuoni che rimbombano per tutta la vallata. Proprio in questo momento, mentre sto scrivendo, dalla finestra della camera del rifugio, vedo i fulmini attorno a noi.

Sabato sera non osserviamo. I nuvoloni neri si sono lentamente sciolti, ma permane una leggera e fastidiosa velatura. Inoltre il prato è inzuppato di acqua e l'umidità è altissima, cosa che farebbe appannare gli strumenti in pochi minuti.

 

 

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